sabato 5 dicembre 2009

Serena Mammini, le ragioni di un si

Primarie 13 dicembre: Le ragioni di un sì


… superato il vaglio della Direzione Territoriale e di quella Regionale annoto brevemente
“le ragioni di un sì”

Un vortice di parole mi torna alla mente se penso ai giorni scorsi.

Non avrei immaginato di mettermi a scrivere sul perché poi, alla fine, ho dato il mio sì ad una richiesta così rilevante sul piano politico e sul piano umano. Entrare all’improvviso nel gioco delle Primarie per la nostra Regione, per il nostro Partito democratico non è uno scherzo e non è una scelta da prendere con leggerezza o indecisione.

Non avrei mai immaginato di essere nella situazione in cui sono semplicemente perché, come alcuni di voi sapranno, a quella richiesta avevo risposto negativamente. Fin dal principio.

Le ragioni erano molte. Motivazioni tutte personali unite ad alcune perplessità di carattere sostanziale.

Infatti posso dire di conoscere bene la politica del nostro comune, la respiro quotidianamente e quindi ne conosco l’habitat e il territorio (nel 2004 ritenni utile aprile un blog per divulgare maggiormente il lavoro come consigliere e poi come vicepresidente della Circoscrizione 7 e infine come consigliere comunale, una sorta di archivio anche fotografico, una cronistoria dell’attività portata avanti in questi anni), viceversa percepisco le vicende politico-amministrative regionali come assai più distanti (talvolta pure troppo), intrise di problematiche diverse e che richiedono un ulteriore bagaglio di conoscenze.

Le motivazioni personali della mia iniziale risposta negativa a questa richiesta non penso possano interessare: gli impegni di lavoro (totalmente esterni all’attività politica e da seguire ogni giorno con cura), la famiglia, il tempo che non basta mai e che mai impareremo a domare, imperterrito e lui sì davvero democratico…

E, soprattutto, il fatto che partecipare alle Primarie regionali del Pd non era davvero nei miei progetti, nelle mie aspettative, desideri. Voglio dirlo con tranquillità: sono ancora convinta che il partito democratico lucchese abbia al suo interno, oltre a me, persone con capacità ed energie tali da poter affrontare al meglio questo momento così delicato.

Allora perché sabato scorso (14 novembre), nella tarda mattinata, dopo tutti quei no, sono riuscita, infine, a dire di sì? A caricarmi, cioè, di una lieve ma ininterrotta agitazione?

Se mi viene detto – come mi è stato detto più volte – che “i rappresentanti dei comitati riuniti insieme per tentare un percorso unitario hanno trovato la quadratura del cerchio e, in un clima cordiale, sono arrivati ad una convergenza su un nome. Quel nome è il tuo…” mi sembrava inopportuno sottrarmi all’impegno, alla richiesta fatta da quelle molte voci che finalmente parlavano all’unisono.

Fare politica vuol dire anche scegliere, anche se la strada che si intraprende è in salita.

Non so dire, poi, quanto la richiesta, formalmente unitaria, lo sarà anche nella sostanza, ma questo non è un problema. Siamo un collettivo di singole persone: importante è quello che ognuno di noi può fare.

Sono consapevole che non sarà facile, ma lasciatemi dire che questo è un passaggio che riguarda tutti. Infatti, se uscirò “spennacchiata” da questa avventura di inizio inverno non sarà un problema per me, lo sarà di più per il nostro Pd di Lucca. Perché avremo perso un’occasione per crescere e rafforzarci.

Quello di cui sono certa è che al di là del risultato che otterremo – che sarà comunque ottimo se ognuno metterà il suo pezzettino di impegno – lo scopo ultimo dovrà essere quello di recuperare quella serenità e tranquillità di rapporti reciproci che troppo spesso è mancata tra noi.

Per questo nel mucchietto di giorni che ci separano dal 13 dicembre cercherò di lavorare insieme a voi con sobrietà, fermezza, in un’atmosfera di reciproca stima (se ritenete troppo impegnativa la parola amicizia) che ci potrà anche divertire e con quell’impulso a far bene, essenziale in certe avventure.

Insieme in un percorso comune.

Se ci riusciremo avremo vinto comunque.

Un abbraccio democratico,

Serena www.serenamammini.it

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